lunedì 24 novembre 2014

Fegato alla Veneziana

Un altro piatto forte della tradizione culinaria veneta è il fegato.
Il più conosciuto in assoluto è il fegato alla veneziana detto anche " figà aea venexiana".
Si può usare fegato di vitello, di manzo o di maiale.
Il più gustoso ed economico è sicuramente quello di maiale e ,parlando di un piatto della tradizione contadina, secondo me era quello più usato dai nostri avi.



Dosi per quattro persone :
- 600gr di fegato 
- 4 cipolle bianche
- 1/2 bicchiere di vino bianco
- Olio o burro
- sale e pepe

Tagliare sottilmente le cipolle e metterle in una padella con un bel giro d'olio, aggiungere 1/2 bicchiere d'acqua e lasciarle appassire per una decina di minuti facendo attenzione a non bruciarle, l'acqua si deve asciugare e solo dopo si aggiunge il vino e si fa evaporare l'alcol.
Nel frattempo lavare velocemente il fegato ed asciugarlo bene. 
Tagliarlo a striscioline ed aggiungerlo alle cipolle poco dopo l'aggiunta del vino.
Cuocere velocemente a fuoco vivo per 7/8 minuti al massimo aggiustando solo alla fine di sale e pepe.
Il sale infatti estrae l'acqua dalla carne/frattaglia e se si mette si dall' inizio cottura si rischia di avere un piatto secco e stopposo... la famosa "soletta da scarpa"!

Questa è la versione che più si avvicina all'originale, io sinceramente aggiungo un cucchiaio di concentrato di pomodoro e per far appassire le cipolle metto un poco olio e un po' di burro per dare cremosità al piatto. Raramente avanza, però vi consiglio di riscaldarlo poco altrimenti il fegato diventerà duro e gommoso se fatto cuocere troppo.
Se avanzasse del sughino provatelo come condimento di tagliatelle fresche .




Un'ottimo accompagnamento è una polentina morbida o fatta per tempo, lasciata rassodare, tagliata a fette e fatta leggermente abbrustolire o in padella o nella piastra.
Qui nella foto c'è un cuoricino di polenta ai funghi porcini.

Come dicevo sopra questa è la ricetta simil originale ma ho trovato versioni in cui le fette di fegato vengono precedentemente passate in pangrattato, mischiato a prezzemolo e aglio, e fatte dorare nel burro, In un tegame a parte si preparano le cipolle appassite con un po' di brodo e olio. Il tutto si "assembla" a fine cottura aggiustando di sale e pepe.

Un'amica mi diceva che sua nonna era solita mettere assieme alle cipolle una mela sbucciata e tagliata sottilissima, il suo uso addolciva il gusto, per alcuni, troppo forte del fegato.

Per chi fosse curioso la versione padovana prevede una marinatura delle striscioline di fegato nel latte per un paio d'ore. Si aggiunge sempre alle cipolle come nella versione veneziana e si condisce aggiungendo una manciata generosa di prezzemolo fresco.

La versione agrodolce prevede la panatura delle strisce di fegato passandole nella farina, poi nell'uovo sbattuto e nel pangrattato. Si friggono in olio bollente sino a quando son dorate, si adagiano in un piatto e vengono spruzzate abbondantemente con un buon aceto bianco o del succo di limone.

lunedì 17 novembre 2014

Christmas Foodblogger swap

Dopo aver visitato questo  blog " Photo and food" molto carino ho deciso di partecipare al suo Christmas Foodblogger swap .




Mi relazionerò con un altro foodblogger scambiandoci doni mangerecci.
Trovo sia un ottimo modo di mettermi alla prova e poi lo scambio lo trovo simpatico.
Il Natale si avvicina....


Aggiornamento del 4 Dicembre 2014

pacchettino spedito con un pieno di pensierini gastronomici ^^


Ed oggi ho ricevuto un pacchettino a mia volta da Erika che ringrazio qua pubblicamente per le meravigliose cose ricevute oggi ^^




domenica 16 novembre 2014

"La pinza onta"

Una focaccia che tutti i veneti conoscono è la pinza onta.
E' una tradizione importante legata alla cucina contadina e purtroppo sta scomparendo dalle nostre tavole.

Spesso vengono aggiunti anche i ciccioli che sono ottenuti dalla lavorazione del grasso del maiale nella preparazione dello strutto.
Io ho sempre mangiato una pinza alta e morbida fatta dalla mia mamma e questa è la sua ricetta :

PINZA ONTA DI MAMMA FRANCA

- 500gr di farina 00

- 1 cubetto di lievito fresco o una bustina di lievito secco

- 2 cucchiai di strutto

- 1 cucchiaio d'olio

- 100gr di panna da cucina

- 250ml di acqua tiepida

- 10/12 gr di sale

Sciogliere il lievito in metà acqua (125ml)

Setacciare la farina sulla spianatoia, fare un buco al centro dove verserete la panna, l'olio ed il sale. Cominciate ad impastare aggiungendo man mano l'acqua con il lievito e se serve anche l'acqua rimanente. Lavorate sino ad ottenere una pasta elastica, sbattetela con forza per un paio di minuti sulla spianatoia e mettetela a riposo in un luogo tiepido per un paio d'ore.

Quando l'impasto è raddoppiato cominciate a sbatterlo di nuovo sul piano di lavoro per un po' e impastare energicamente aggiungendo lo strutto ammorbidito.
Prendete la placca da forno coperta da carta forno e stendete la pasta in forma rettangolare. Lasciate riposare un'altra oretta.
Scaldare il forno a 180° in modalità statica.
Prima di infornarla incidete la pinza con tagli longitudinali in modo da creare tanti piccoli rombi e bucherellate la pasta con in coltello.
Infornare per circa 45 minuti o sino a quando la pinza è dorata.






Credevo che fosse tutto qui e invece...
Chiedendo ad amici, parenti ed a mia suocera ,che cucina piatti tipici da sempre, si è aperto un dibattito e da lì innumerevoli versioni.
Chi usa molto più strutto eliminando del tutto olio e panna, chi aggiunge ciccioli secchi spezzettati, chi come mia suocera mette dentro 1 bella cipolla tagliata non troppo sottile fatta appassire con lo strutto 100gr circa ( una volta intiepidito metterà tutto dentro alla pinza) e 150gr di ciccioli freschi tritati ottenendo una pinza più bassa e friabile.
Poi c'è chi mette il rosmarino dentro o chi sopra.
Insomma basta spostarsi un po' nella nostra provincia o solamente da famiglia a famiglia per trovare differenze a volte essenziali.

Se qualcuno ha voglia di condividere i suoi "segreti" per la pinza onta è il benvenuto :-)





lunedì 10 novembre 2014

Roselline di pasta ripiene di salsiccia, zucca ed emmentaler

Tempo fa ho visto in un sito ( mi perdonerà ma non ricordo assolutamente il nome ) come creare con un dischetto di pasta una specie di rosellina da riempire e dorare al forno.
Così ho deciso di trasformare le mie classiche polpette con salsiccia, zucca e emmentaler in qualcosa di più sofisticato e bello da vedere. ^^
Ottime come antipasto o come spuntino per l'aperitivo.
L'emmentaler grazie al suo sapore deciso, ma tendente al dolce, a mio parere sta ottimamente con la zucca e si abbina al gusto forte e sapido della salsiccia.
Il vero Emmentaler si riconosce dall'occhiatura e dal simbolo della croce elvetica rotonda con raggi attorno tipo sole. Ottimo servito freddo si presta benissimo alla cottura dove fonde e si amalgama bene con gli altri ingredienti.

L'Emmentaler usato è stato gentilmente offerto da http://www.formaggisvizzeri.it/ per il contest




Con questa ricetta partecipo al contest di formaggi svizzeri noicheeseamo promosso dal sito peperoniepatate







Ingredienti per dodici roselline di pasta :
- 200gr di farina 00
- 50ml di acqua
- un cucchiaio abbondante di olio evo
- sale q.b

Setacciare la farina , aggiungere il sale e mescolare velocemente con acqua e olio sino ad avere un composto liscio e compatto da mettere in frigo una mezz'oretta coperto da pellicola.
Tirare fuori e dividere l'impasto in dodici palline da stendere sottili con il mattarello, se non venissero belle rotonde aiutarsi con un coppapasta.
Fare 4 piccoli tagli sulla pasta così:



Per il ripieno 
- 150 gr di salsiccia all'aglio
- 60 gr di emmentaler
- 50gr di zucca a dadini
- 1 uovo
- pepe

Spezzettare bene la salsiccia e farla rosolare in una padella antiaderente assieme alla zucca a dadini per far prendere sapore almeno una decina di minuti scolando il sughino in eccesso.
Nel frattempo tagliare il formaggio emmentaler a dadini non troppo piccoli.
In una ciotola mescolare la salsiccia con la zucca raffreddata, l'uovo ed il formaggio, aggiustare di pepe.

Posizionare il ripieno al centro della pasta e richiudere prendendo un lato per volta e avvolgere il ripieno 

sino ad ottenere questo risultato



Infornare a 200° per 10/15 minuti sino a quando la pasta risulterà dorata e croccante e buon appetito!!!

P.s. nel ripieno non ho aggiunto volutamente il sale dato che sia la salsiccia che l'Emmentaler sono molto saporiti e si rischia di rendere il piatto salatissimo.











mercoledì 5 novembre 2014

Zuppa di cipolle

In autunno arriva la voglia di zuppe buone e saporite.
Ingredienti semplici si posso trasformare in piatti che fanno venire l'acquolina.
La zuppa di cipolle, contrariamente a ciò che può sembrare, è delicata e per nulla indigesta.
Me l'ha fatta apprezzare la mia mamma tanti anni fa ed ora non posso che condividerla con voi.
Sicuramente farete bella figura con i vostri ospiti con questa ricetta facile ma di sicuro effetto.


Il Gruyere usato è stato gentilmente offerto da  formaggi svizzeri per il contest


Con questa ricetta partecipo al contest di formaggi svizzeri noicheeseamo promosso dal sito peperoniepatate





Ingredienti per 4 persone

500 gr di cipolle bianche affettate sottili
50gr di farina
80gr di burro
1 litro e 1/2 di brodo vegetale
120gr di gruyere tagliato a fette sottili
1 filoncino di pane raffermo
sale e pepe q.b.

Far rosolare dolcemente le cipolle nel burro, appena appassiscono aggiungere poco alla volta la farina setacciata e mescolare bene per amalgamare ed evitare grumi.
Bagnate spesso col brodo caldo ( mi raccomando aggiungere sempre il brodo già caldo ) avendo cura di mescolare bene sino ad arrivare al litro abbondante.
Lasciar cuocere a fiamma dolce per circa 35-40 minuti rimestando di tanto in tanto.
Regolare di sale e pepe.
Scaldare il forno a 180° con la modalità grill.
Versare la zuppa in tegamini individuali, coprire con il gruyere a fettine sottili ed infornare sino a quando la superficie prende colore e gratina appena.
In una padella antiaderente mettere una noce di burro con un po' di erbette aromatiche ( ne basteranno veramente pochissime una punta di cucchiaino)  e far tostare il filoncino tagliato a fette spesse.
Togliere i tegamini dal forno e aggiungere il pane come guarnizione oppure ,se si preferisce, servirlo su un piattino a parte.
Il gruyere, grazie al suo gusto intenso, si sposa benissimo con la nota dolce delle cipolle cotte a lungo, un'altra caratteristica molto golosa di questo formaggio è la pasta filante una volta sciolto, quindi appena si affonda il cucchiaio nella zuppa avremo un connubio di crema e formaggio goloso che conquista.
Non posso che augurarvi
Buon appetito!



sabato 1 novembre 2014

Tortini morbidi cioccolato e castagne con salsa di mele alla cannella

La farina di castagne è un ingrediente spesso sottovalutato.
A volte succede  con le pulizie di "riesumare" ,dal fondo della credenza, un pacchettino con una manciata di farina di castagne e ti spremi le meningi su come utilizzarla.
Sono nati questi tortini circa 10 anni fa  e son piaciuti talmente tanto che in autunno ormai li rifaccio volentieri.



Non differiscono molto dagli americani brownies (come colore e consistenza) e questo fa pensare che tutto il mondo è paese!

Ingredienti per 4 tortini :
200gr di cioccolato fondente
2 uova
65gr di farina di castagne
130 gr di zucchero di canna
80gr di burro fuso
50 gr di farina di mandorle o mandorle tritate grossolanamente ( qua va a gusti o a quello che avete a disposizione)
1/2 cucchiaino di bicarbonato

Per la salsa :
4 belle mele golden
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino raso di cannella

Forno ventilato a 160° o statico a 170° per 25 minuti

Sciogliere a bagnomaria burro e cioccolato mescolando spesso e facendo attenzione a non scaldare troppo altrimenti diventerà amaro ed il retrogusto sarà "bruciacchiato".
Mettere in una ciotola capiente lo zucchero e versarci sopra il cioccolato fuso, mescolare bene ed aggiungere le mandorle ed un uovo alla volta sino a quando saranno ben amalgamati. In ultima aggiungere la farina di castagne e il bicarbonato.
Riempire a metà gli stampini ( in cottura si gonfieranno e rischiate fuoriuscite poco eleganti)
ed infornare.
Nel frattempo potete pelare e tagliare le mele a pezzettini, metterli in una pentola antiaderente e farli andare a fuoco dolce sino a quando tendono a disfarsi, aggiungere lo zucchero e la cannella.
Aspettare che i tortini si raffreddino per sformarli e aggiungere la salsa di mele.
Io consiglierei di non mettere proprio zucchero nelle mele, il contrasto tra il dolce del tortino e l'acidulo delle mele è gradevolissimo ed alla fine ecco che arriva la cannella.
Con questa ricetta partecipo al  concorso





ed anche “Con questa ricetta partecipo al contest Ricette d'Autunno”
Contest Ricette d’Autunno